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L’immagine simbolica che ci accompagnerà durante l’anno oratoriano 2004-2005 riproduce lo slogan SEI TU! ORA CORRIAMO.
Ecco alcuni brevi spunti di interpretazione del Logo che può essere un ottimo strumento, intuitivo e semplice, per proporre a tutti il tema che svilupperemo nel secondo anno del Percorso Pastorale Diocesano, che può essere rintracciato nelle parole dell’Arcivescovo: «riscoprire la ricchezza del mistero eucaristico e viverne in modo più chiaro e convinto le dinamiche e le responsabilità missionarie» (“Mi sarete testimoni”, n° 54).
Il Logo ritraduce l’icona evangelica dei Discepoli di Emmaus (cfr. Luca 24, 13-35) che hanno riconosciuto il Signore “nello spezzare il pane” e sono poi “partiti senza indugio”.
SEI TU! è l’espressione del riconoscimento. Dinnanzi all’Eucarestia e nella
celebrazione della S. Messa, gli occhi del discepolo “si aprono” allo stupore e
alla scoperta che Gesù Risorto è davvero il “punto fermo” della nostra vita, il
riferimento assoluto della nostra fede (il punto esclamativo).
“Sei TU!” dice la necessità di un riconoscimento “personale” e la
possibilità di un dialogo familiare e unico con il Signore nel Mistero
Eucaristico.
“Sei Tu!” racchiude i colori della sera nella quale più accorata si fa la
preghiera dei discepoli: “Resta con noi, o Signore, perché si fa sera…”. Ma le
lettere sono attraversate anche dai colori aurorali che possono
alludere al sorgere del Giorno del Signore, la Domenica, che porta all’Incontro
festivo con il Risorto e, per Lui, con i fratelli. Nella S. Messa il discepolo
riconosce anche se stesso e gli altri: il nostro “tu” prende forma nella
comunione con il “Tu” di Gesù!
Al centro di tutto c’è l’ostia bianca spezzata che racchiude ed esprime
tutta la presenza luminosa del Signore Risorto (sole nella fessura del
Pane spezzato) nel Sacramento dell’Altare.
Il Pane eucaristico è
attraversato, a partire dall’inserzione del “TU” colorato (la cui T riproduce
una croce), da una strada: è quella del ritorno a Gerusalemme dei
discepoli di Emmaus, la strada urgente e gioiosa della Missione di chi porta il
Vangelo vivo di Gesù Risorto, una strada da percorrere “senza indugio”, quindi
correndo.
Le lettere di ORACORRIAMO assumono lo slancio della corsa ed
esprimono nella varietà e vivacità dei colori il senso di una festa, il dono
della tristezza tramutata in gioia: “corriamo
con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su
Gesù” (Ebrei
12, 1-2).
ORA è il “momento”, sempre attuale, sempre “adesso”, della Missione ed è
anche il “luogo” della testimonianza: è l’ORAtorio, che, per sua natura,
prende il suo dinamismo “da e verso” l’Eucarestia e quasi ne riproduce la
Festa.
Le ultime tre lettere rosse
(“amo”) dicono lo stile del vivere dentro e fuori l’Oratorio, da discepoli e
missionari. Per correre abbiamo bisogno di un cuore pulsante (rosso del
contorno) che prenda ossigeno dal suo centro, che è Gesù. Non c’è
distinzione di cuori, fra il cuore di Dio e il nostro: l’accelerazione
necessaria per la corsa è data dalla comunione fra il discepolo e il suo
Signore: la corsa dell’uno prende fiato nel “soffio” dell’Altro (scia azzurra)
(Testo tratto da www.diocesi.milano.it/pgfom)
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